In Sicilia abbiamo vissuto una settimana "cilena", tutte le città della Sicilia registrano ancora code chilometriche di auto in fila nei distributori, nei supermercati non si trovano moltissime cose, a cominciare dall'acqua: un danno all'economia siciliana che si aggira tra i 300 e i 500 milioni
di euro.
Da RepubblicaPalermo leggo, oltre al bellissimo editoriale di Vito Lo Monaco, già Presidente regionale della CIA, oggi Presidente del Centro Studi PIO LA TORRE:
A guerra finita, le associazioni di categoria iniziano a fare la conta
dei contraccolpi. Secondo una prima e provvisoria stima di
Confindustria, nel settore industriale i mancati ricavi nella province
di Palermo, Catania e Siracusa ammonterebbero a circa 50 milioni di
euro. Dati al ribasso, precisano i rappresentanti degli industriali,
destinati a salire quando il conto sarà definitivo. "A oggi - spiega
Alessandro Albanese, presidente di Confindustria Palermo - il 50 per
cento delle aziende di Palermo e provincia è ferma. Sappiamo che 40
imprese non hanno potuto consegnare la merce nel resto d'Italia e
all'estero, e questo ha comportato la disdetta del contratto di
fornitura". A questo va aggiunto un altro elemento: numerose società,
per far fronte alle perdite hanno avviato le procedure di cassa
integrazione. "Nel palermitano - continua Albanese - sono 60 le
richieste, con oltre 2 mila lavoratori coinvolti. Occorreranno anni per riparare ai guasti causati da Forza d'urto".
Chi dobbiamo ringraziare per tutto questo? A chi giova? Chi l'ha messo in atto?
Le cose che mi hanno
impressionato di più sono la violenza del "movimento" (nei
blocchi stradali ti costringevano a firmare una sorta di petizione
con modi davvero poco civili!); l'assoluta inerzia delle Forze
dell'Ordine (cazzo, facevamo le manifestazioni pacifiste a Comiso e
c'erano i poliziotti in assetto di guerra e qui...nulla?!!) e
l'apatia della gente che si sobbarcava ore di attesa alla pompa senza
fiatare... e quando doveva rallentare per 5 minuti per fare passare
un corteo di Studenti o di Forestali inveiva...mah!)...
Sono seriamente incazzato per quanti in questi giorni hanno "lisciato il pelo" al cosidetto "Movimento dei Forconi" : davvero degli irresponsabili!
I problemi della Sicilia sono seri e non sono certamente iniziati una settimana fà!
Dov'erano tutti questi che oggi paralizzano la Sicilia?
Dov'erano quando la Sicilia regalava 61 Deputati al centro Destra?
Dov'è stata in tutti questi anni, quando Scioperavamo Noi e denunciavamo il declino dell'Italia, l'assenza di politica per il Mezzogiorno?
La cosa più pericolsa è
quella miscela esplosiva di indipendentismo, interessi criminali e
disperazione che riecheggia in troppi discorsi che sento in giro.
La Sicilia da sola non ha dove andare! E' già piccola la
dimensione nazionale, tantè che diciamo che va rilanciata l'"Europa
Politica" figuratevi se vogliamo affrontare la globalizzazione
rifugiandoci nell'autarchia rgionale!
1 commenti:
non voglio difendere chi non può e non deve esserlo, e non lo farò, e sono d'accordo con te sulla premessa del 61 a 0, ma qualcuno dovrebbe avere la pazienza di spiegarmi come sono stati calcolati i danni: sulla base dell'intera popolazione si arriva a circa 120 euro a cranio, se invece parliamo di aziende, quante sono? 1.000? 500.000 euro di danno medio mi sembrano tanti, troppi, e così pure se le aziende fossero 10.000, con un danno medio di 50.000 euro. Consideriamo che molti hanno visto solo anticipare o differire il loro fatturato, dato che hanno venduto in maniera abnorme prima e dopo i blocchi. Vorrei sapere chi ha fatto questi numeri, e quali criteri ha usato.
Sulle agitazioni, i motivi di malcontento di tante categorie sono veri e reali: magari qualcuno ha cavalcato la tigre, ma i motivi restano: faccio l'esempio del comparto agricolo: la nostra agricoltura, schiacciata da un lato dalle produzioni di nazioni dove i costi di manodopera e materie prime permettono enormi economie rispetto ai nostri costi, e dall'altro da produzioni di paesi evoluti extraeuropei che usufruiscono di incentivi più meno palesi alla produzione vietati in Europa, è al collasso, e nessuno fa niente per proteggerci dalla concorrenza sleale di chi paga una giornata lavorativa 7-8 euro complessivi, contro i nostri 70, il tutto giustificato dalla tanto decantata "globalizzazione", che poteva essere un'occasione per tutti, ed è stata trasformata nello strumento che permette ad una ristretta cerchia di persone di arricchirsi smisuratamente alle spalle di 7.000.000.000 di altre persone, con l'acquiescenza, anzi la complicità, di tutti i governanti. Sai che intere regioni vengono disboscate ed esposte alla desertificazione per produrre olii vegetali che noi bruciamo in centrali elettriche di produzione di energia da "rinnovabili"? O che centinaia di migliaia di tonnellate di sorgo proveniente dall'Africa, una volta destinato all'alimentazione umana ed animale, rischiano di essere utilizzate per produrre "energia rinnovabile"? Si possono sconvolgere interi ecosistemi, o esporre milioni di persone a morte per fame in nome di tutto ciò? Se questo è l'unico modo per globalizzare, no grazie. Passiamo alle liberalizzazioni italiane; non voglio difendere nessuno: a Barcellona prendere un taxi in quatto costava quanto la metropolitana, a Milano una volta che sono stato costretto a prenderne uno mi hanno rubato un sacco di soldi, ma il rimedio sono le licenze multiple? chi avrà la forza economica di comprare 1000 licenze in una grande città, e magari fare concorrenza sleale per mettere tutti gli indipendenti alle corde? Non vorrei che tra qualche anno si debba fare i conti con società di origine quanto meno dubbia.
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